Cristo ha oltrepassato il confine di Eboli.
Cristo ha smesso coi miracoli.
Cristo ha vomitato il pane, perché ubriaco di vino.
Cristo è morto e non è più risorto, dopo tre giorni l’ho consegnato alla terra.
Al funerale, sua madre, non smise un momento di recitare quelle parole. Voleva che quella litania cancellasse le preghiere di tutta quella gente (...) Non ne voleva sapere di me e aveva tutte le ragioni per non farlo.
Variante stimolante.
Incipit?
Buondì. Perdonami, ma ho una cosa da p
Se è bastato questo a farti cominciare a chiedere perché continuare a leggere : allora ti porgo la mano e il benvenuto nel club. Come te, comincio sentendomi libero di fermarmi quando voglio, perché troppo stanco per esempio, e di lasciarti incomplete alcune parti o addirittura pagine bianche, altre senza senso compiuto. Tutto ciò che leggerai, sarà frutto di vita vissuta e di scelte fatte in quella vita. Se ci troverai dell’inverosimile, cre dimi, solo nel dieci per cento dei casi sarà elemento di una fantasia necessaria a re nderti certe parole più commestibili. Il re sto fa parte della fottuta vita di persone a me molto care , quindi se decidi di continuare, mentre leggi fammi un favore: non mancare di rispetto.
Capitolo Uno
Flean disse: - V FF NC L . Vuoi comprare una vocale?
Kapitel Zwei
John disse: - Sogno vesciche di dimensioni esuberanti che bramano ceramiche bianche e sporche.
The End...
...my friend,
it's just the truth I used to remember.
Un altro giorno qualunque. Me ne sto seduto al bancone di un bar. In mano un bicchiere del solito whiskey. Seduta a pochi sgabelli da me c'è una Lei che contempla un bicchiere di birra fresca. She's waiting, Pink lips and blue tattoos and I don’t know who she is, who she’s supposed to be, but as soon as I ask her why; she acts like a goddess. E il terzo ad entrare, trascinandosi un pacco di chili di troppo, e a chiedere da bere, un'altra birra, è uno con la faccia da Redneck e dall’aria serena.
Sta pensando a qualcosa da dire, a come dirlo, e prima di girarsi verso la ragazza, svuota il bicchiere. Lei lo anticipa rivolgendogli per prima la parola.
- Finalmente hai riportato la mia roba. – Accompagna il verbo con un lieve cenno della testa, distogliendo l'attenzione dalla birra e concentrandosi sulle mensole cariche di alcool.
Una smorfia infastidita: – Tz. - Piani sballati ancora una volta, ha parlato prima lei.
TafelMuzak alla radio vomita ricette culinarie e buona musica con cui accompagnarne l’esecuzione. Berlino è fredda. Firenze è fredda. A Torino c’è il tramonto, a tre riprese. Qualcuno vaneggia sulla Paramount e le varianti di Lüneburg and before it gets too frantic, es ist schön zu Spät.
Dopo aver cancellato la smorfia dalla faccia: - Credo ci sia tutto. - afferma in un italiano dal forte accento anglotexano. - Io devo andarmene adesso, non vorrei perdere l'ultimo bus –.
- Finalmente hai riportato la mia roba. – Accompagna il verbo con un lieve cenno della testa, distogliendo l'attenzione dalla birra e concentrandosi sulle mensole cariche di alcool.
Una smorfia infastidita: – Tz. - Piani sballati ancora una volta, ha parlato prima lei.
TafelMuzak alla radio vomita ricette culinarie e buona musica con cui accompagnarne l’esecuzione. Berlino è fredda. Firenze è fredda. A Torino c’è il tramonto, a tre riprese. Qualcuno vaneggia sulla Paramount e le varianti di Lüneburg and before it gets too frantic, es ist schön zu Spät.
Dopo aver cancellato la smorfia dalla faccia: - Credo ci sia tutto. - afferma in un italiano dal forte accento anglotexano. - Io devo andarmene adesso, non vorrei perdere l'ultimo bus –.
Segue qualche minuto di silenzio, dopodiché tira fuori il portafoglio e chiede quant’è il suo conto e quello della ragazza.
- Tutto qui? Te ne devi andare, - chiede lei indignata. - Nient’altro da aggiungere?
- Non vorrai mica che ricominci con le battute?
La ragazza si gira, facendo per andarsene, e spostando il braccio urta accidentalmente il mio bicchiere, questo si rovescia sul bancone. Mi fa capire con un'occhiata che non può fermarsi a chiedere scusa e fa il possibile per nascondere l'espressione del suo viso al Redneck. Cerca nei miei occhi un segno, un "non importa", ma non è nel mio stile quindi smetto semplicemente di fare caso a lei chiamando il barman. Fa per andarsene di nuovo, ma dopo un passo si ferma.
I nervi crollano: - Che vuoi anche tu? E’ stato un incidente, non hai visto? – si rivolge con un tono di voce a metà fra il prepotente e il rassegnato. Il locale è scuro ma giuro di averle intravisto gli occhi lucidi.
- Lo so. - rispondo io con calma.
- Senti, ho solo qualche spicciolo in tasca. Quanto costa il whiskey?
- Perché?
- Perché? - fa ridendo incredula e portandosi le mani ai fianchi. - Ma come perché? Senti, non sono in vena di giochetti... - si fruga nelle tasche, - Perché voglio ripagartelo. Sapresti darmi un altro motivo logico? – tira fuori qualche centesimo dalle tasche.
Il redneck si avvicina a noi due piazzandosi dietro di lei. Le poggia le mani sulle spalle. La ragazza se le scrolla di dosso e si gira a fronteggiarlo. Lui le fa di calmarsi con le mani e guarda me quando comincia a parlarle: - Qualche problema? Chi è questo? T’importuna? – chiede, sempre con quell’accento. Fa ridere, è lo stesso tono di voce che ho imparato ad odiare guardando i western di John Wayne e che ho poi rivalutato con Clint Eastwood.
Lei è scioccata. Urla, fuori di sé: – Tu! Ma tu che cazzo vuoi ancora? Non te ne dovevi andare? E allora vattene!
- Tutto qui? Te ne devi andare, - chiede lei indignata. - Nient’altro da aggiungere?
- Non vorrai mica che ricominci con le battute?
La ragazza si gira, facendo per andarsene, e spostando il braccio urta accidentalmente il mio bicchiere, questo si rovescia sul bancone. Mi fa capire con un'occhiata che non può fermarsi a chiedere scusa e fa il possibile per nascondere l'espressione del suo viso al Redneck. Cerca nei miei occhi un segno, un "non importa", ma non è nel mio stile quindi smetto semplicemente di fare caso a lei chiamando il barman. Fa per andarsene di nuovo, ma dopo un passo si ferma.
I nervi crollano: - Che vuoi anche tu? E’ stato un incidente, non hai visto? – si rivolge con un tono di voce a metà fra il prepotente e il rassegnato. Il locale è scuro ma giuro di averle intravisto gli occhi lucidi.
- Lo so. - rispondo io con calma.
- Senti, ho solo qualche spicciolo in tasca. Quanto costa il whiskey?
- Perché?
- Perché? - fa ridendo incredula e portandosi le mani ai fianchi. - Ma come perché? Senti, non sono in vena di giochetti... - si fruga nelle tasche, - Perché voglio ripagartelo. Sapresti darmi un altro motivo logico? – tira fuori qualche centesimo dalle tasche.
Il redneck si avvicina a noi due piazzandosi dietro di lei. Le poggia le mani sulle spalle. La ragazza se le scrolla di dosso e si gira a fronteggiarlo. Lui le fa di calmarsi con le mani e guarda me quando comincia a parlarle: - Qualche problema? Chi è questo? T’importuna? – chiede, sempre con quell’accento. Fa ridere, è lo stesso tono di voce che ho imparato ad odiare guardando i western di John Wayne e che ho poi rivalutato con Clint Eastwood.
Lei è scioccata. Urla, fuori di sé: – Tu! Ma tu che cazzo vuoi ancora? Non te ne dovevi andare? E allora vattene!
Il redneck è impassibile, rimane lì con la sua faccia schiantata su di me. Io chiedo un altro whiskey e il barista me lo versa osservando la scena e scuotendo la testa: - Gringos - sussurra.
La scena naviga in mezzo ad un mare di elettronica mixata bene e quando tutti meno ce l'aspettiamo: TafelMuzak sgancia un blues dai contro-coglioni. Su quelle note she turns into a goddess.
Gli serrà la mascella con la mano e rivolge la sua faccia verso di sé: - Adesso esci, aspettami fuori e comincia a sanguinare. Io ti raggiungo subito, stronzo.
Gli serrà la mascella con la mano e rivolge la sua faccia verso di sé: - Adesso esci, aspettami fuori e comincia a sanguinare. Io ti raggiungo subito, stronzo.
J: Prendi M ad esempio: lui sostiene che la fortuna di un uomo sia proporzionata alle dimensioni del suo uccello. Tu, ci credi? M è uno a cui le cose vanno bene anche quando non vorrebbe e se gli chiedi - ma quanta fortuna hai? - il coglione risponde - una, ma lunga ventitré centimetri -, se ne vanta lo stronzo.
Poco tempo fa ho cominciato ad uscirci insieme e ho potuto constatare che lungo è lungo, si. Mi ha fatto anche un gran male. Non sono ventitré centimetri, ma adesso che posso fare il confronto di sicuro più del tuo.
Mi passi la saponetta?
Dicevo, è lungo ma decisamente brutto: sembra sporco e storto. Ci credi che non sono mai riuscito a fargli un pompino? Q, mi ascolti?
Capisci che non può essere questa l'unità di misura per la fortuna di un uomo. Mi sono rotto di questo destino gay che coglie ogni volta un'occasione buona per incularti, io le mie notti di sesso me le voglio scegliere da solo! Non è onestà, è egoismo. Se lo hai lungo sei fortunato, ma se lo hai lungo e brutto dovresti come minimo non avere più fortuna di uno che ce l’ha normale e bello!
Prendi il tuo, ad esempio: vedi, è proprio bello. Ok, non sarai Rocco ma chi ha detto che le dimensioni contano? Quanto saranno? Venti centimetri? Vedi, il tuo è proprio bello, è distinto. Guarda che portamento! Se potesse parlare, scommetto tirerebbe fuori un accento da Lord inglese.
Dovrebbero cambiare i parametri di questa proporzione del cazzo! Non più lungo uguale più fortunato ma che quelli col cazzo bello ne abbiano di più di quelli che lo hanno lungo! Tu, da eterosessuale, che parere mi dai?
Q: ...
J: Mh, scusa? Non ho sentito. Ah, mi passi lo shampoo? Allora, cosa ne pensi? Dai, voglio sentire la tua opinione!
Q: ...
Mi ricordi di non venire più in palestra con te? Ne, tantomeno, sotto la doccia?
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