A boy named Sue
Posted by ...Mr. Coo? | Posted in Johnnie Walker Black Label | Posted on 2:27 pm
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Un altro giorno qualunque. Me ne sto seduto al bancone di un bar. In mano un bicchiere del solito whiskey. Seduta a pochi sgabelli da me c'è una Lei che contempla un bicchiere di birra fresca. She's waiting, Pink lips and blue tattoos and I don’t know who she is, who she’s supposed to be, but as soon as I ask her why; she acts like a goddess. E il terzo ad entrare, trascinandosi un pacco di chili di troppo, e a chiedere da bere, un'altra birra, è uno con la faccia da Redneck e dall’aria serena.
Sta pensando a qualcosa da dire, a come dirlo, e prima di girarsi verso la ragazza, svuota il bicchiere. Lei lo anticipa rivolgendogli per prima la parola.
- Finalmente hai riportato la mia roba. – Accompagna il verbo con un lieve cenno della testa, distogliendo l'attenzione dalla birra e concentrandosi sulle mensole cariche di alcool.
Una smorfia infastidita: – Tz. - Piani sballati ancora una volta, ha parlato prima lei.
TafelMuzak alla radio vomita ricette culinarie e buona musica con cui accompagnarne l’esecuzione. Berlino è fredda. Firenze è fredda. A Torino c’è il tramonto, a tre riprese. Qualcuno vaneggia sulla Paramount e le varianti di Lüneburg and before it gets too frantic, es ist schön zu Spät.
Dopo aver cancellato la smorfia dalla faccia: - Credo ci sia tutto. - afferma in un italiano dal forte accento anglotexano. - Io devo andarmene adesso, non vorrei perdere l'ultimo bus –.
- Finalmente hai riportato la mia roba. – Accompagna il verbo con un lieve cenno della testa, distogliendo l'attenzione dalla birra e concentrandosi sulle mensole cariche di alcool.
Una smorfia infastidita: – Tz. - Piani sballati ancora una volta, ha parlato prima lei.
TafelMuzak alla radio vomita ricette culinarie e buona musica con cui accompagnarne l’esecuzione. Berlino è fredda. Firenze è fredda. A Torino c’è il tramonto, a tre riprese. Qualcuno vaneggia sulla Paramount e le varianti di Lüneburg and before it gets too frantic, es ist schön zu Spät.
Dopo aver cancellato la smorfia dalla faccia: - Credo ci sia tutto. - afferma in un italiano dal forte accento anglotexano. - Io devo andarmene adesso, non vorrei perdere l'ultimo bus –.
Segue qualche minuto di silenzio, dopodiché tira fuori il portafoglio e chiede quant’è il suo conto e quello della ragazza.
- Tutto qui? Te ne devi andare, - chiede lei indignata. - Nient’altro da aggiungere?
- Non vorrai mica che ricominci con le battute?
La ragazza si gira, facendo per andarsene, e spostando il braccio urta accidentalmente il mio bicchiere, questo si rovescia sul bancone. Mi fa capire con un'occhiata che non può fermarsi a chiedere scusa e fa il possibile per nascondere l'espressione del suo viso al Redneck. Cerca nei miei occhi un segno, un "non importa", ma non è nel mio stile quindi smetto semplicemente di fare caso a lei chiamando il barman. Fa per andarsene di nuovo, ma dopo un passo si ferma.
I nervi crollano: - Che vuoi anche tu? E’ stato un incidente, non hai visto? – si rivolge con un tono di voce a metà fra il prepotente e il rassegnato. Il locale è scuro ma giuro di averle intravisto gli occhi lucidi.
- Lo so. - rispondo io con calma.
- Senti, ho solo qualche spicciolo in tasca. Quanto costa il whiskey?
- Perché?
- Perché? - fa ridendo incredula e portandosi le mani ai fianchi. - Ma come perché? Senti, non sono in vena di giochetti... - si fruga nelle tasche, - Perché voglio ripagartelo. Sapresti darmi un altro motivo logico? – tira fuori qualche centesimo dalle tasche.
Il redneck si avvicina a noi due piazzandosi dietro di lei. Le poggia le mani sulle spalle. La ragazza se le scrolla di dosso e si gira a fronteggiarlo. Lui le fa di calmarsi con le mani e guarda me quando comincia a parlarle: - Qualche problema? Chi è questo? T’importuna? – chiede, sempre con quell’accento. Fa ridere, è lo stesso tono di voce che ho imparato ad odiare guardando i western di John Wayne e che ho poi rivalutato con Clint Eastwood.
Lei è scioccata. Urla, fuori di sé: – Tu! Ma tu che cazzo vuoi ancora? Non te ne dovevi andare? E allora vattene!
- Tutto qui? Te ne devi andare, - chiede lei indignata. - Nient’altro da aggiungere?
- Non vorrai mica che ricominci con le battute?
La ragazza si gira, facendo per andarsene, e spostando il braccio urta accidentalmente il mio bicchiere, questo si rovescia sul bancone. Mi fa capire con un'occhiata che non può fermarsi a chiedere scusa e fa il possibile per nascondere l'espressione del suo viso al Redneck. Cerca nei miei occhi un segno, un "non importa", ma non è nel mio stile quindi smetto semplicemente di fare caso a lei chiamando il barman. Fa per andarsene di nuovo, ma dopo un passo si ferma.
I nervi crollano: - Che vuoi anche tu? E’ stato un incidente, non hai visto? – si rivolge con un tono di voce a metà fra il prepotente e il rassegnato. Il locale è scuro ma giuro di averle intravisto gli occhi lucidi.
- Lo so. - rispondo io con calma.
- Senti, ho solo qualche spicciolo in tasca. Quanto costa il whiskey?
- Perché?
- Perché? - fa ridendo incredula e portandosi le mani ai fianchi. - Ma come perché? Senti, non sono in vena di giochetti... - si fruga nelle tasche, - Perché voglio ripagartelo. Sapresti darmi un altro motivo logico? – tira fuori qualche centesimo dalle tasche.
Il redneck si avvicina a noi due piazzandosi dietro di lei. Le poggia le mani sulle spalle. La ragazza se le scrolla di dosso e si gira a fronteggiarlo. Lui le fa di calmarsi con le mani e guarda me quando comincia a parlarle: - Qualche problema? Chi è questo? T’importuna? – chiede, sempre con quell’accento. Fa ridere, è lo stesso tono di voce che ho imparato ad odiare guardando i western di John Wayne e che ho poi rivalutato con Clint Eastwood.
Lei è scioccata. Urla, fuori di sé: – Tu! Ma tu che cazzo vuoi ancora? Non te ne dovevi andare? E allora vattene!
Il redneck è impassibile, rimane lì con la sua faccia schiantata su di me. Io chiedo un altro whiskey e il barista me lo versa osservando la scena e scuotendo la testa: - Gringos - sussurra.
La scena naviga in mezzo ad un mare di elettronica mixata bene e quando tutti meno ce l'aspettiamo: TafelMuzak sgancia un blues dai contro-coglioni. Su quelle note she turns into a goddess.
Gli serrà la mascella con la mano e rivolge la sua faccia verso di sé: - Adesso esci, aspettami fuori e comincia a sanguinare. Io ti raggiungo subito, stronzo.
Gli serrà la mascella con la mano e rivolge la sua faccia verso di sé: - Adesso esci, aspettami fuori e comincia a sanguinare. Io ti raggiungo subito, stronzo.

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