Frequent Flyer
Posted by ...Mr. Coo? | Posted in Nebbiolo | Posted on 12:32 pm
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http://storie.perfiducia.com/user/flean
Greta entra in casa facendosi piccola piccola, cerca di passare dalla finestra rotta senza ferirsi. Flean ha aperto gli occhi. E' steso a terra e guarda il soffitto quasi grigio dei troppi anni in cui non ha trovato la pazienza di dare una mano di bianco. – Flean! -, Greta si fa vicina e inginocchiandosi gli prende la testa fra le mani. L’appoggia piano sulle sue gambe: - Che cosa succede, chi ti ha ridotto in questo stato? -. Mentre parla, col palmo di una mano gli sfiora la pelle livida e Flean nel frattempo scava dentro sé un filo di voce con cui rispondere: - Mi aiuteresti a fare le valige? Sto pensando di andarmene, ma ho bisogno di una mano… Una di quelle dolci che usi per accarezzarmi. Devo impacchettare ancora poche cose, mentre finisco di rubare ancora un briciolo del tuo tempo, sono foto di te. -, Greta lo guarda nel blur di lacrime che le riempiono gli occhi e che veloci lente prendono a scivolare sul viso. – E dove credi di andartene ancora? -, la voce singhiozza. Flean serra le palpebre, cancella la luce e si abbandona al buio. – Mi piacerebbe saperti rispondere, raccontarti la nostra storia dalla fine, ma lo sai che con te ho sempre e solo recitato la parte del codardo e del bugiardo, e non faccio altro che concentrarmi sui lividi lasciati dalle tue porte chiuse in faccia. –. I due si guardano di nuovo, ora in un silenzio infinito. Uno di quelli che vorresti durassero una vita intera, perché il male di non trovare le parole giuste affoga in quel nulla in cui i due corpi continuano imperterriti ad alitarsi in faccia e trasmettere lo scorrere del sangue, l’uno al tatto dell’altro. Greta gli piange uno “scusa” di platino sulle labbra e lo bacia. Flean trattiene l’ultimo briciolo di vita per sussurrarle ancora: - Sono io che ti chiedo il perdono. Sono un codardo perché non ho mai avuto il coraggio di farmi conoscere per quello che sono, e trovo che affermare questo sia la cosa più coraggiosa che io abbia mai potuto fare nella vita. Sono un bugiardo perché non ti ho mai lasciato per colpa tua, ma solo a causa della mia testa di cazzo. Ho passato le ultime due settimane a uccidermi in una lotta fra coscienza e istinto, ho cercato di convincere me stesso di poter scegliere chi essere nella vita, una volta per tutte, e non sono riuscito a fare altro che ottenere la conferma di quanto tutto sia invece ineluttabilmente impossibile. Poi sei arrivata tu e la cosa che ho capito nell’istante successivo è che era esattamente me stesso che avrei dovuto essere, e soprattutto che avrei voluto spendere il resto della mia vita solo con te, nel bel mezzo delle nostre conversazione, in un letto appena svegli dopo una notte passata a far l’amore. -, Greta gli sorride, - Questa è la bella notizia. Quella brutta invece è che non so come fare a realizzarlo perché sento di lasciare questo mondo per sempre. Sto per perdermi là fuori, da solo. E’ un mondo enorme che mi aspetta ed è pieno di gente che non fa altro che non saper cogliere l’attimo… Perché costretti a viverlo lungo un eternità. Hai un profumo fantastico, di casa… E che… Che spero tanto mi accompagni per sempre… -
Greta entra in casa facendosi piccola piccola, cerca di passare dalla finestra rotta senza ferirsi. Flean ha aperto gli occhi. E' steso a terra e guarda il soffitto quasi grigio dei troppi anni in cui non ha trovato la pazienza di dare una mano di bianco. – Flean! -, Greta si fa vicina e inginocchiandosi gli prende la testa fra le mani. L’appoggia piano sulle sue gambe: - Che cosa succede, chi ti ha ridotto in questo stato? -. Mentre parla, col palmo di una mano gli sfiora la pelle livida e Flean nel frattempo scava dentro sé un filo di voce con cui rispondere: - Mi aiuteresti a fare le valige? Sto pensando di andarmene, ma ho bisogno di una mano… Una di quelle dolci che usi per accarezzarmi. Devo impacchettare ancora poche cose, mentre finisco di rubare ancora un briciolo del tuo tempo, sono foto di te. -, Greta lo guarda nel blur di lacrime che le riempiono gli occhi e che veloci lente prendono a scivolare sul viso. – E dove credi di andartene ancora? -, la voce singhiozza. Flean serra le palpebre, cancella la luce e si abbandona al buio. – Mi piacerebbe saperti rispondere, raccontarti la nostra storia dalla fine, ma lo sai che con te ho sempre e solo recitato la parte del codardo e del bugiardo, e non faccio altro che concentrarmi sui lividi lasciati dalle tue porte chiuse in faccia. –. I due si guardano di nuovo, ora in un silenzio infinito. Uno di quelli che vorresti durassero una vita intera, perché il male di non trovare le parole giuste affoga in quel nulla in cui i due corpi continuano imperterriti ad alitarsi in faccia e trasmettere lo scorrere del sangue, l’uno al tatto dell’altro. Greta gli piange uno “scusa” di platino sulle labbra e lo bacia. Flean trattiene l’ultimo briciolo di vita per sussurrarle ancora: - Sono io che ti chiedo il perdono. Sono un codardo perché non ho mai avuto il coraggio di farmi conoscere per quello che sono, e trovo che affermare questo sia la cosa più coraggiosa che io abbia mai potuto fare nella vita. Sono un bugiardo perché non ti ho mai lasciato per colpa tua, ma solo a causa della mia testa di cazzo. Ho passato le ultime due settimane a uccidermi in una lotta fra coscienza e istinto, ho cercato di convincere me stesso di poter scegliere chi essere nella vita, una volta per tutte, e non sono riuscito a fare altro che ottenere la conferma di quanto tutto sia invece ineluttabilmente impossibile. Poi sei arrivata tu e la cosa che ho capito nell’istante successivo è che era esattamente me stesso che avrei dovuto essere, e soprattutto che avrei voluto spendere il resto della mia vita solo con te, nel bel mezzo delle nostre conversazione, in un letto appena svegli dopo una notte passata a far l’amore. -, Greta gli sorride, - Questa è la bella notizia. Quella brutta invece è che non so come fare a realizzarlo perché sento di lasciare questo mondo per sempre. Sto per perdermi là fuori, da solo. E’ un mondo enorme che mi aspetta ed è pieno di gente che non fa altro che non saper cogliere l’attimo… Perché costretti a viverlo lungo un eternità. Hai un profumo fantastico, di casa… E che… Che spero tanto mi accompagni per sempre… -
(...una fine mai scrittta)

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